Si racconta che sul finire del X secolo il monaco benedettino Emerico, a causa della distruzione del suo eremo, chiese ed ottenne di abitare nella valle del fiume Selano. Cinquant’anni dopo, il suo esempio fu seguito dal monaco benedettino Liuzio e da altri confratelli, che si stabilirono nella Grotta Arsiccia, detta poi Cava.
Alferio Pappacarbone, nobile salernitano divenuto monaco, nel 1011 si stabilì in questa grotta per condurre una vita eremitica. Molti monaci, attirati dalla fama di santità di Alferio, vollero vivere con lui. Questo lo spinse ad avviare la costruzione di una modesta Abbazia e di una Chiesa.
Presto molta gente, attratta dal prestigio dei santi uomini e dal bisogno di protezione, iniziò a stabilirsi nelle immediate vicinanze dell’Abbazia, dando vita a quello che, nel 1100, fu poi chiamato Corpo di Cava.
Inizia in questo modo la storia della Città di Cava De’ Tirreni.

Intanto la vita tranquilla e pacifica del luogo e l’operosità dei suoi abitanti favorì lo sviluppo dell’artigianato e del commercio. L’importanza dell’Abbazia crebbe sempre di più, perché la santità degli uomini che la guidavano attirava la benevolenza della popolazione, dei Papi, dei Re e dei Principi. Le donazioni verso l’Abbazia aumentarono molto e la resero sempre più importante, tanto che, nel XII secolo, arrivò a possedere una propria flotta che le consentiva di commerciare con l’Oriente.
Tanto successo non è frutto del caso. L’Abbazia, infatti, ebbe sempre grandi uomini al suo servizio e basti pensare che Alferio e ben undici suoi successori furono riconosciuti Santi o Beati dalla Chiesa.
Il Beato Balsamo, ad esempio, che resse l’Abbazia dal 1208 al 1232, fu uno dei più illustri Abati della storia della SS. Trinità. Uomo di fortissima fede e letterato, fu capace di attirare l’ammirazione e la simpatia di diversi Pontefici. Negli anni, essi concessero il privilegio dell’esenzione dei beni dalla comune giurisdizione, che di fatto rendeva l’Abbazia dipendente dal solo Papa. La SS .Trinità era un caposaldo di massima fiducia della Chiesa, tanto che ad essa fu affidata anche la custodia di alcuni antipapi.


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