Gli Istituti per il Sostentamento del Clero sono degli Enti Ecclesiastici creati in Italia a partire dal 1985 che garantiscono a tutti i presbiteri un dignitoso e stabile sostentamento. L’attuale sistema, vigente in Italia dal 1985, è frutto della stretta collaborazione tra la Santa Sede e lo Stato Italiano, che nel 1984 nominarono una commissione paritetica al fine di formulare delle norme per la revisione del Concordato Lateranense del 1929 e che ideò quello che poi fu disposto dalla legge 222/85 dell’ordinamento italiano.
Come mai fu necessario nominare una commissione? Perché rivedere il trattato del 1929? Per capirlo dobbiamo fare un salto indietro, precisamente all’11 febbraio 1929: la Santa Sede e il Regno d’Italia firmano il Concordato. Il Regno d’Italia si impegnava a "stipendiare" con la famosa "congrua" i presbiteri titolari di un beneficio ecclesiastico, per compensare in qualche modo la spoliazione dei beni immobili che la Chiesa Cattolica aveva subito a partire dal 1850 e fino a tutto il 1871 (leggi per l’eversione dell’asse ecclesiastico). Gli altri ecclesiastici vivevano con i proventi del proprio patrimonio o per incarichi particolari nella Chiesa. Il 25 gennaio del 1959 il Santo Padre Giovanni XXIII convocava il Concilio Vaticano II. I padri conciliari, fra le altre cose, stabilirono che dovevano essere i fedeli stessi ad occuparsi del mantenimento dei propri pastori. Questa decisione fu dettata sostanzialmente da due ragioni: la Chiesa deve essere svincolata ed indipendente da qualsiasi Stato (d’altronde anche nella Costituzione Italiana, entrata in vigore nel 1948, fu stabilito che "[...] lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani [...]", rispettando il principio liberale della "libera Chiesa in libero Stato", di cavouriana memoria); la Chiesa deve riconoscere al fedele un ruolo più centrale nell’opera di evangelizzazione. Tale centralità, che è particolarmente importante nell’opera pastorale, tuttavia, non può ridursi a questo solo aspetto. Infatti "[...] sono i fedeli stessi che vi devono pensare, dato che è per il loro bene che essi lavorano; i fedeli, cioè, sono tenuti da vero obbligo a procurare che non manchino ai presbiteri i mezzi per condurre una vita onesta e dignitosa [...]" (dal Decreto Presbyterorum Ordinis, Concilio Vaticano II).


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